Juin 152017
 

Lettera di un prete cattolico siriano alla madre del gihadista “italo”-marocchino

(Effetti disastrosi dei matrimoni con musulmani e del passaggio all’Islam)

Cara”madre di Yussef” (“Um Yussuf” in arabo),

Le vorrei esprimere, con tutto il cuore, il mio dolore e cordoglio. Lei, Mamma, ha perso un figlio. Immagino che avrebbe preferito piuttosto morire Lei che vedere Suo figlio morto, e come! Non La posso confortare, per il Figlio, con la consolazione cristiana, che Yussef non ha mai imparata o che aveva dimenticata: “Come tutti muoiono in Adamo, così risusciteranno in Cristo”. Per Lei, invece, che spero sia tornata al Belpaese e al Cristianesimo, “alla libertà delle figlie e dei figli di Dio”, dopo la schiavitù delle schiave degli schiavi dello Schiavo di Allah [1], potrei citare ancora san Paolo (che musulmani e ebrei non possono vedere neanche in cartolina): “Come si moltiplicano in Cristo le nostre sofferenze, così abbonderà in Lui la nostra consolazione”. Gesù aveva detto: “Io sono la via, la verità e la vita” (tre “v”), quindi la “vittoria”. “Chi crede in Me… vivrà anche dopo la sua morte”. Chi crede in Lui secondo il Vangelo. Ma anche lo stesso Corano scrive su un certo “Issa, figlio di Myriam, sorella di Aronne, figlia di Amiram” che “Allah ha elevato a Sé”.

Lei ha notato che non l’ho chiamata “Signora”, soltanto per farle notare che, nell’Islam, nessuna signorina o donna è “signora”: lo sono solo le profetesse (tipo “Maryam figlia di Imran, “nostra Signora”  سيّدتنا أو ستّنا مريم “sittna Maryam”) e le mogli e le figlie di Maometto. Le sue mogli sono state descritte come “madri dei credenti”, soltanto al maschile, perché nessun uomo dopo Maometto li potesse sposare (Corano 33: 53).

In Francia, Italia, Germania, Spagna… vogliono dare della “signora” a tutte, cancellando “la signorina”. Forse ci cova un tentativo subdolo di minare la verginità prematrimoniale. In ogni caso, dato che l’Islam si oppone alla nozione di “signora, signorina”, come di “signore” al maschile, non risulta affatto adatto alla civilità moderna, dove questi titoli di onore e questi modi civili di rivolgersi alle persone sono gli elementi più semplici della cortesia e dell’educazione!

Con un marito musulmano, dal quale Lei si è separata, Lei non era “signora” ma “prigioniera”, come dice un hadith (“Tradizione”) attribuito a Maometto: “Trattate bene le mogli perché sono prigioniere presso di voi” (in arabo “’awaanعوان ). Lei si è liberata, ma Suo povero figlio è caduto nella trappola mortale.

Ho cominciato la mia lettera con “Buongiorno!”, già meglio del famoso “Ciao!”, dal dialetto veneziano “Mi son Su sciao”, “Io sono il suo schiavo”! Ci siamo ricascati: nella schiavitù vile per conquistare un cliente o un turista. Avrei dovuto dirLe, ispirandomi a Trilussa: “Bona sera!” nel senso “Tutto è finito”[2]! Finito per Yussef. Nell’eternità, che fine farà? Avrà delle sorprese amare: troverà forse le “huri”, vergini dai bellissimi occhi neri, disperato per non averne trovate su questa terra italiana di “infedeli”. Lui, diventato “puro e duro”, fino alla morte, si è immaginato che questa immoralità, questa corruzione, questo materialismo, questo libertinaggio, senza vegogna, fosse il Cristianesimo e l’etica del Vangelo. Ma non ha letto attentamente i testi coranici, i hadith (“Tradizioni”) e le Biografie di Maometto che approvano, nel nome di “Allah”, la poligamia (Corano 4:3), la schiavitù anche sessuale, persino l’adulterio con donne prigioniere di cui i mariti erano ancora vivi (Corano 4:24), il “matrimonio” di bambine o minorenni (65: 4) etcetera.

Il saluto nostro è respinto dall’Islam

I Musulmani, almeno tra di loro, non debbono salutare così: né “salve” (“L’Islam non è una religione di redenzione”, cioè di salvezza, come disse san Giovanno Paolo II)[3], né “buongiorno”. Gli uomini non debbono salutare le donne, nè oralmente né con la mano (come gli ebrei ortodossi); le donne non debbono salutare gli uomini. Non ho inventato io queste prescrizioni rabbiniche[4]: “Non c’è saluto né alle donne nè dalle donne”. Ecco la consegna in arabo : النّساء سلام ولا منهنّ سلام” “ليس على

Il cosiddetto “saluto islamico arabo” “assalaam alaykum  السّلام عليكم » è in realtà giudaico-ebraico: ”shalom aleykhem שלום עליכם”, come la risposta “E su di voi la pace” “wa alaykum assalaam”

ועליכם שלום –         “وعليكم السّلام”

 Notiamo il plurale “pace e incolumità su di voi”, traccia dell’invocazione del Salmo 128 (127), 6. Quindi, un saluto a “tutto Israele”. I musulmani, una volta di più, applicano il Giudaismo più degli stessi ebrei che non dicono mai a un individuo: “Pace su di voi”, ma semplicemente “shalom”, “pace”. In pratica, il comunitarismo islamico sembra aver superato quello ebraico.

Lei, Umm Yussef, avrà sentito la formula più completa del “saluto” cosiddetto “islamico”: “La pace su di voi, e la misericordia di Allah e le Sue benedizioni السّلام عليكم ورحمة الله وبركاته””. Altro che saluto arabo islamico: piuttosto giudaico-ebraico-biblico, riassunto della benedizione aronica sacerdotale del Libro dei Numeri 6: 24-26 (ma non sto dando i numeri!). Eccola (ripresa da San Francesco, patrono d’Italia): “Il Signore ti benedica e custodisca, il Signore faccia risplendere il Suo volto su di te (espressione antropomorfica omessa dai Musulmani per i quali Allah non è umano), e abbia misericordia di te… e ti conceda la pace”.

Una sposa e una mamma senza nome

Anche qui, non è colpa mia. E non sto facendo lo spiritoso. Presso l’agenzia italiana di stampa che ha parlato di Lei, non ho visto il Suo nome né cognome. Decisamente o insconsciamente, quel paio di gornalisti di cui ho letto la redazione ha imitato il Corano: nessuna donna libera è nominata (eccetto Maryam figlia di Amiram perché Issa era senza padre umano, quindi per designarlo si era costretti a menzionarne la madre). Questo comportamento si spiega ancora con la mentalità giudaica (!)[5], secondo la quale “conoscere il nome significa conoscere e al limite possedere la persona”. Solo le schiave vengono nominate perchè sono “proprietà” dei proprietari (non dico “padroni” perchè ci sarebbe una sfumatura di paternità!), e perché bisogna costantemente chiarmarle per il servizio.

Un “mea culpa” in ritardo

Non sarebbe il caso di farle pesare la sua colpa o i suoi sbagli. Ma se non lo facciamo adesso, senza clericalismo, senza cinismo, ma con tanto affetto per Lei e per tutte le donne che hanno sbagliato come Lei, quando lo faremo?

Sì, papale papale: Lei ha sbagliato, e di grosso! E i suoi sbagli sono irreparabili per Lei, speriamo utili per altre e altri: “Sbagliando s’impara”. Ma forse uno impara solo dai propri sbagli! Peccato! Anzi, una serie di peccati,  e mortali!

Prima di andare sul pulpito, Le dico che Lei ha sbagliato ignorando la saggezza popolare italiana: “Moglie e buoi, dei paesi tuoi!” Nel suo caso, sarebbe stato: “Marito e buoi, dai paesi tuoi”. I nostri “Cattolici” ci fanno tribolare, a noi papi, vescovi, preti, con le difficoltà del matrimonio, la separazione, il divorzio, mille e una notte e problemi tra di loro, cattolici e compaesani! Figuriamoci con dei musulmani che non hanno semplicemente un’altra cultura, mentalità, etica matrimoniale, ma una anticultura diametralmente opposta all’idea cristiana e umana della Donna e al matrimonio cristiano monogamo, dove i coniugi sono uguali nei diritti e nei doveri (no nelle funzioni), dove la sposa è una regina (mentre nell’Islam solo lui è re, e su più soggette o sottomesse che lui può ripudiare o sostituire ad ogni momento, come gli pare e piace! E nessuno dica che sto inventando! Legga per favore Corano 4:3. Un nord africano, che sarebbe cristiano di origine, molti secoli fa, già ha delle difficotà a capire il dialetto egiziano, o palestinese o giordano o sudanese! Per un’Italiana, lui “parla arabo”[6], cioè impossibile capirlo. E di fatti, va a capire (“ciappa ‘l merlo”!) la mentalità di un musulmano, che ha il diritto di mentire quando ha a che fare con gli “infedeli” (Corano 3: 28)[7]. Si tratta di un maschio che considera “le femmine e i beni degli infedeli come un patrimonio, un bottino per lui”.[8]  Nell’inconscio del maschio musulmano, che sia compagno o marito, da quattordici secoli sono rimaste le parole, ripetute dai nonni e dai bisnonni: “Le vostre mogli sono un campo da arare! Andate al vostro campo come volete” (traduzione mitigata[9] di Corano 2:222); “Se la ripudia (per la terza volta) non gli è più lecito riprendersela se essa prima non abbia preso un altro marito; se questi a sua volta la ripudia, nessuno dei due ex-coniugi commette peccato se tornano a vivere insieme” (Corano 2:230-231). Due riflessioni: la prima viene da un padre greco della Chiesa, contemporaneo del maomettanesimo nascente: “Il vostro profeta vi fa cornuti, in pubblico. Da noi, le persone si nascondono e guardano il segreto”! L’altra riflessione: la moglie era alla mercé (o al capriccio) di un caporione; diventa alla mercé di due maschi! E, ad ogni botta, bisogna aspettare tre cicli mestruali, per sapere se è incinta o meno.

Un uomo musulmano, anche un Principe (io preferisco il Principe de Curtis!), un “Emir”, uno “Sceicco” (Totò lo è pure stato!), un universitario, con la cravatta (oggi tanti preferiscono la gellabah e la barba, che barba!), ha quattoridici secoli di Corano in testa: “I mariti hanno autorità sulle mogli perché Allah preferisce gli uni alle altre (Allah è maschio!) e perché i mariti spendono dai loro beni” (oggigiorno è spesso il contrario, soprattutto con tanti “mariti” o compagni musulmani che non fanno niente e ai quali lo Stato Italiano dà 33 euro al giorno)… “Il testo coranico continua: “Se poi temete che alcune si ribellino, ammonitele (si suppone che sia sempre la moglie ad essere cattiva e leggera, niente di strano, “la femmina essendo deficiente in ragione e in religione” [10]“ناقصة عقل ودين), legatele (vero senso del verbo hagiar) o: lasciatele sole nei loro letti (l’autore non conosce la sensibilità né la dignità femminili per le quali non avere rapporti sessuali con uomini insensibili e indelicati non è nessun castigo, ma un sollievo e una liberazione, purtroppo provvisori), e  poi picchiatele” (Corano 4: 34- 35).

Ma forse Lei ha letto la “parafrasi” cioè la falsificazione, l’edulcorazione, la manipolazione di un Italiano passato all’Islam, Rosario Pasquino, diventato “Abdurruhman”, “schiavo del Misericordioso”. Ha capito che quel “sacro” testo coranico è inaccettabile per le persone civili, illegale per le Costituzioni moderne. Allora, invece di avere l’onestà di lasciare l’Islam, cambia il testo coranico per renderlo dolce, decente, umano, con delle aggiunte disoneste e arbitrarie, come segue (p. 84): “I mariti sono i custodi delle mogli (invece di “hanno autorità”). Poi, il Pasquino non esita di aggiungere, tra parentesi: “(ed hanno il dovere di proteggerle”). Dove ha epscato queste aggiunte? Vedremo presto che razza di protezione! Continua il manipolatore: “poichè Allah ha dato maggior vigore (invece di “valore, merito, preferenza”, verbo arabo faddala preferire فضّل) agli uni (uomini) rispetto alle altre (femmine)…” Ecco ciò che il Pasquino nasconde : senza mezzi termini : « Allah preferisce gli uomini alle femmine”, facendoli migliori![11] Quelle di cui temete l’infedeltà (ma che infedeltà, perché in tale sospetto la moglie viene uccisa). No: “quelle di cui temete l’insubordinazione, consigliatele…disertate il loro letto” e poi Pasquino aggiunge, senza nessun fondamento nel testo “e se insistono” picchiatele PIANO”: è un’aggiunta non innocua del Pasquino; piano o forte, il Corano non lo dice! Picchiare la moglie o le mogli e basta! E “buona notte al secchio!”

Sconsigliato di sposare dei musulmani

Forse, nella Bologna “rossa”, profondamente anticericale e spesso e volentieri anticiristiana, Lei non è mai andata in chiesa. Non ha mai ascoltato gli ammonimenti del grande Papa Benedetto, che sempre desiderava che l’Europa mantenesse la sua identità cristiana, seguendo il modello costruito dal grande Monaco da Norcia. Papa Ratzinger ha irrigidito le disposizioni contro i “matrimoni misti” (naturalmente eterosessuali, tra fedeli cattolici e altre persone soprattutto musulmane). Davanti al corpo diplomatico dei paesi musulmani rappresentati presso la Santa Sede, il Pontefice non esitava a criticare i comportamenti prepotenti di mariti musulmani dopo il matrimonio, malgrado il giuramento fatto sul Corano di lasciarle nella loro fede cristiana e di lasciar educare i figli nel Cristianesimo. Il Papa faceva finta di ignorare la dottrina e la prassi islamiche: un giuramento fatto agli “infedeli” è invalido!

Almeno i vescovi del Veneto e della Sicilia, già da decenni, avevano trattato seriamente questo problema dei matrimoni con musulmani, chiarendone i rischi e gli inconvenienti.

O forse Lei andava in chiesa. E qualche prete, piuttosto catto-comunista, più “Peppone” che “Don Camillo”, non L’ha mai avvisata sui rischi dei matrimoni con musulmani. Avrà fatto un discorso pieno di buonismo, di irenismo, a base di un “volemose bene” senza discernimento. Lei avrà frainteso l’espresione “Vogliamo bene ai musulmani”, immaginando che il matrimonio con l’uno di loro sarebbe senza problemi!

O Lei non avrà mai letto il libro autobiografico di Betty Mahmoudy che ebbe la sfortuna di sposare un Iraniano musulmano: “Mai senza mia figlia”, né la sua seconda opera “Per l’amore di un figlio”. Anche la TV Italiana, pagata non so da quale sceicco, presentava su “Mixer” e altri programmi la felicità di spose italiane, non vergognandosi di far vedere un lettone dove tutte facevano “bon ménage” senza nessuna dignità di donna!

La Stampa Italiana “politicamente corretta” e finanziariamente protetta, non L’ha mai avvisata sui rischi dei matrimoni con musulmani. O forse c’è stata qualche “timida” intervista contro tali unioni.

Secondo sbaglio: andare a vivere nel Marocco!

Lasciare l’Italia! Decine di migliaia di Maghrebini, di Tunisini, di Algerini, di Africani rischiano la morte in mare pur di raggiungere la vostra Penisola, che una volta era un paradiso, e che lo è tutt’ora in paragone con il purgatorio o l’inferno dei paesi musulmani. In Italia, “fija mia bella” (alla romana), la Costituzione L’avrebbe protetta (nozione così cara al bugiardo falsificatore dolcificatore di Pasquino!) In Italia, secondo la Costituzione (fondata sul Vangelo, ma questo non bisogna dirlo!) il Suo “compagno” o marito non avrebbe avuto la facoltà di sposare con Lei altre tre donne, o come dice il Corano letteralmente: “ciò che gli sarebbe piaciuto come femmine”: noti il “ciò” del neutro, degli esseri inanimati (in arabo “ma taaba lakum” ما طاب لكم, nel famoso testo di Corano 4 : 3). In Italia, il Suo compagno o marito non avrebbe potuto ripudiarLa, e con una parola “taaliq” طالق, “ripudiata”! E poi, Lei si ricorda del “circo” dopo il ripudio triplice o solenne: dover sposare (e non solo sulla carta) un altro uomo, il quale se La ripudia…

Terzo sbaglio: avere figli!

Mi viene il nervoso. Dai tempi del povero Paolo VI e fino alla “data odierna”, come direbbe Totò, col Papa dell’amore e della simpatia, Francesco, italo-argentino, i Papi, i vescovi, i preti, vi supplicano di sposarvi e di avere figli! Niente da fare: siete diventati “il paese della crescita zero”! Ma quando l’una di voi incontra un musulmano, che lei immagina esotico ed erotico, lo vuol subito sposare e si affretta ad avere bambini, di preferenza maschi! Me lo può spiegare Lei questo «mistero dell’iniquità», anche nel senso etimologico di «mancanza di uguaglianza»?

Senza che io Le faccia la predica nè allunghi la suonata, Lei adesso si è resa conto dei Suoi sbagli. La separazione col compagno marocchino era prevedibile e inevitabile. Ma il povero Yussef…

Suo figlio Yussef: una vittima diventata un “boia”, un omicida teocratico, non un semplice “terrorista”, come vorrebbe la stampa “corretta” e bugiarda!

Ovviamente, o Lei non ha inculcato a Yussef niente dei valori cristiani ed umani (soprattutto il valore della vita), o Lei non ci è riuscita. Fatto sta che Suo figlio è uscito musulmano e “radicalizzato”. Da chi? Dagli Islamisti di Londra? Basta il Corano per radicalizzarlo, invitandolo “ad uccidere e farsi uccidere” (9:111), a “terrorizzare i nemici di Allah” (8: 60), a “colpire sopra il collo”, a decapitare (8: 12; 47: 3 s), ad “ammazzare crudelmente chi combatte Allah e il Suo messaggero”, tipo i caricaturisti della Danimarca e di Charlie hebdo (5:33). Niente strano che la bandiera nera, orribilmente e mortalmente nera, dello Stato Islamico sia “il vessillo dei tagliagola”. Altro che la Croce, “vessillo del Re Messia crocifisso”, per dare la vita! Quel Crocifisso che dei “laici secolarizzati”, con gli Ebrei e i Musulmani, non vogliono, neanche in Italia! Questo è “il rispetto”, “la tolleranza”! Va’ a togliere un simbolo giudaico in Terra Santa o un simbolo islamico in un paese islamico. Come direbbe il Trilussa: “Te tajjano er gargarozzo!” Altro che Gesù “mite e umile di cuore” che disse a Pietro, il primo papa, in tricolore: “Chi di spada ferisce, di spada perisce” (il Vangelo non secondo Matteotti, ma secondo Matteo 26, 52).

Ma,  scusi, “se è lecito”: Suo figlio Yussuf Zaghba: cosa aveva di italiano?

Lo sappiamo: come direbbe Totò, Lei “è la madre materna” di Yussuf. Quindi lui è Italiano di nascita. Non sappiamo quanto tempo Lei abbia trascorso col figlio. Fatto sta, che di italiano, non si trova niente né nel suo nome né cognome. Come da noi, arabi e musulmani, la madre non conta molto: non conta per la genealogia. Un proverbio abbastanza misogino dice: “Il seme per colui che semina; la terra torna ai suoi parenti   الزّرع للزّارع، والأرض لأهلها”[12]. Difatti, Lei è tornata, con le mani vuote, in Italia. Il nome, cognome, del figlio maschio spetta al genitore, padre-padrone. In Spagna e in America Latina, di cultura cristiana, mettono i due cognomi. Perciò hanno dei nomi che non finiscono più!

“Youssuf”: altro che “Giuseppe, Peppino”, o, alla napoletana del film “Miseria e nobiltà” : “Caro Giusepp’ cumpar’ nepote!” Forse Lei immagina che il patrono di Suo figlio fosse San Giuseppe! Non è vero un corno! Nel Corano, che ha omesso il povero Falegname di Nazareth, si tratta solo del Giuseppe figlio di Giacobbe, del Libro della Genesi, che è andato in Egitto (macché Egitto d’Egitto!) Nell’Islam, nel Corano, si va sempre a senso unico: ebraico, giudaico, rabbinico, e solo per il beneficio e il vantaggio dei musulmani. Veda come ci trattano nei loro paesi!

“Zaghba”: provi pronunciare quel cognome. Vada a capirne il signifcato, se ne avesse uno. Tutto estraneo, straniero, strano, “arabo”!

Della civilità italiana, dell’arte, della delicatezza italiana tipica, cosa ha ereditato Suo figio? Prendo il criterio dalla canzone di Toto Cutugno: “Lasciatemi cantare!” Appunto, i wahabiti saudiani (che finanziano tanti gihadisti) proibiscono il canto non religioso! “Con la chitarra in mano”: preferiscono portare la pistola, il macete, il coltello… “Sono un Italiano!” Quindi, chi non può cantare «all’amore, alla vita, all’allegria» non è italiano! Chi non può dire «Santa Lucia” né “Tu sei l’impero dell’armonia”: non è italiano! Sarà al massimo, nel lessico di Totò, un «oriundo».  Chi non può cantare, con Pavarotti e altri: «Ti voglio bene assai, ma tanto tanto bene, sai»: non è italiano.

“Buon giorno, Italia”: l’Islam non riconosce la Patria, la Nazione, lo Stato, ma la “ummah أمّة”[13], la comunità islamica mondiale. Per questo, dei gihadisti “italiani” vanno a combattere in Siria (ciò che il Suo povero Yussuf voleva fare), Irak, Afghanistan etc… “Buongiorno Dio”: l’Italiano, anche vero, è credente, di sottofondo o retroscena cristiani.

Cutugno continua: “Con più donne, sempre meno suore!” Il Padre Eterno ti ha ascoltato, bravo cantante. Monache, non volevi più vedere, ma sarebbe bello incontrare delle bellissime e castissime ragazze, no, invece di avere come vergine solo l’olio. Allora siamo fritti! Suore, non ne vuoi! Ebbene: il Cielo ha detto: Va bene! “In compenso”, hai sempre più “femmine” (lo si suppone) velate fino alle unghia, altro che velo delle Suorine; burqa, fino in spiaggia! Ormai, l’Occidente non può più vivere senza barbuti, senza femmine velate, senza terrorismo, senza paura, senza fifa. Come il papagallo, sempre nel Trilussa, che diceva parolacce e gridava anche “Viva!” Gli hanno rotto il becco e cominciò a gridare «Fifa»! Nella Roma anticristiana e semi-pagana di oggi, come a Bologna…, torna lo slogan cieco di odio, degli abitanti di Costantinopoli nel 1453, prima dell’arrivo dei Turchi ottomani (otto mani sette ani, cambia poco): «Piuttosto il turbante che la tiara!» Traduzione in tricolore moderno : “Piuttosto l’Islam, anche violento e misogino, che Gesù Cristo, il Vangelo, il Papa, il Presepe e il Crocifisso”! Allora, non c’è da meravigliarsi: succederà a Roma, Pisa, Milano, Palermo… esattamente ciò (cioè gli orrori) che è successo a Londra, Parigi, Bruxelles, Madrid, Berlino, Stoccolma, Manchester, San Bernardino, Marawi, Kabul, Teheran, Bagdad, Damasco, Maa’lulah, Aleppo, Mossul, Raqqah…Tutto questo costituisce appena “una luna di miele” e un preludio non di una sinfonia ma di una cacofonia mortale fatta di omicidi e di genocidi. Perché vengono queste affermazioni così categoriche ??? Perchè le stesse cause danno gli stessi effetti: lo stesso Corano dà lo stesso terrorismo, prodotto di un odio teocratico incurabile (eccetto con la misericordia e l’amore di Cristo!) Difatti, mi dia Lei un solo convertito al Cristianesimo diventato kamikaze o terrerosta? Impossibile!

 Mi dispiace da morire annunciare tutti questi orrori per l’Italia e il resto dell’Occidente! Io voglio bene agli Italiani e all’Italia! Prego e piango.

Torniamo al Cutugno che  canta : “Sono l’Italiano vero…che non si spaventa”! Adesso, sì che si spaventa! Se non avesse paura (non odio!), con tutto l’accaduto, non sarebbe intellegente (una volta, gli Italiani erano furbi e consapevoli della loro identità e della loro dignità!)

“Con la bandiera in tintoria”: il Suo povero Yussef non sentiva nessuna “affiliazione”, nessuna lealtà (come tutti i musulmani veri) nei riguardi del Tricolore, né del commovente Inno Nazionale: “Fratelli d’Italia”! Sarà forse stata “la bandiera Rossa” a preparare, anch’essa, la strada per quella Nera?

I complici, i co-terroristi-gihadisti

Prima di passare a loro, noto di nuovo l’amarezza nel Suo cuore di Mamma e di Donna! La immagino chiedendosi: “Perché, diamine (!), la polizia italiana non ha arrestato e incarcerato il mio Yussef all’aeroporto di Bologna, accontentadosi di iscriverlo nella lista dei “foreign fighters” (ormai bisogna parlare inglese: un altro colonialismo) e di avvisare laconicamente le autorità britanniche, invano d’altronde? Ma cosa vogliono quei governi e come ragionano? Si direbbe addirittura che vogliono gli attentati!

L’Italia, dicono i giornalisti da me citati, serve da passaggio, come fu il caso per i gihadisti del Bataclan e dell’aeroporto di Bruxelles “Zaventem”. Tutti erano “naturalizzati” belghi, francesi: bella integrazione!

Altro che Galleria di Milano, vediamo le “vedettes” del terrorismo gihadista islamico

Khuram Shazad Butt, pachistano, già terza generazione in Inghilterra o piuttosto “Londonistan”. La polizia di Sua Maestà Britannica l’ha acchiappato mentre sventolava una Bandiera dello Stato Islamico, esigendo e reclamando ad alta voce “la lapidazione di gay (così collaudati, fieri ed esaltati oggi giorno, eccetto quelli del Vaticano), adulteri (qui tante persone non si trovano a loro agio e preferirebbero questa volta la Legge di Cristo: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”!), e venditori di alcool (saltano i nostri enologi e i nostri vini pregiati). Il nostro amico è stato detenuto per un’oretta poi rilasciato, dato che la Bandiera era scomparsa misteriosamente!

Rashid Redouane: marrocchino-libico. Quando questi popoli erano cristiani, non ammazzavano nessuno! Pure lui conosciuto dalla polizia, ma non pensarono che fosse pericoloso!

Dietro le quinte, Muhammad Shamsuddin, “predicatore radicale che vive di sussidi statali”, cioè alle spese dei cittadini, dalle loro tasche e tasse. Per gratitudine, alla pima occasione, ne ucciderà alcuni. Tutti si affretteranno per dichiarare: “Questo non ha niente a che fare con l’Islam!”[14] Lei, in prima persona, si rende dolorosamente conto della menzogna o dell’ignoranza micidiali: non è vero ed è ingiusto descrivere Suo figlio come un “terrorista” o “uno squilibrato, un forsennato, un fanatico”, lui che ha coraggiosamente dato la sua vita per Allah, Maometto, il Corano, la sciari’ah (molto simile alla Legge rabbinica), insomma lui che è morto, e ha anche  frutto dell’ignoranza e dell’odio del Cristianesimo che troviamo nel Corano, nelle Biografie e le Tradizioni. Veda il concetto orribile di un Dio misogino, omicida e genocida! Altro che il “Dio è amore” dell’amato Apostolo Giovanni!

Il sindaco musulmano di Londra: Sadiq Khan

Denunciando il “terrorismo codardo”, contrario “ai nostri valori”, alla “democrazia”, quel sindaco (democraticamente eletto) sa o non sa che sta criticando e denunciando l’Islam, lo stesso Corano, la stessa teocrazia islamica! Probabilente fa finta, perché anche lui, in famiglia, ha qualche “estremista”!

D’altronde, vorrei vedere un sindaco cristiano in Arabia Saudita, nel resto del Golfo, soprattutto uno straniero! Niente reciprocità! Quindi, dare agli stranieri dei diritti che loro non vi danno a casa loro non è cristiano ma piuttosto cretino o forse complice. In ogni caso, loro considerano l’arrivo di un Obama o di un Khan al potere [15]come un trionfo dell’Islam che ha tutte le intenzioni di “conquistare Roma come ha conquistato Costantinopoli”. E qualcuno gli sta dando una mano!

La prima vittima: una Canadese chiamata Christine Archbald

Una cristiana di nome Cristina! Tutte queste persone sono state uccise in Occidente perché non musulmane, perché cristiane (anche qualche ebreo è stato ammazzato). Se fossero musulmane sunnite, non sarebbero ora morte. Ricordiamoci: provengono da più di 70 paesi anche europei, da almeno tre decenni, dei militanti gihadisti terroristi (l’80 per cento degli gihadisti Italiani sono dei “convertiti”, persone che non sarebbero state mai pronte, contrariamente ai loro antenati martiri, di morire per Cristo!).

Dal Canada: con lacrime, come ha avvisato il vescovo iracheno caldeo Mons. Emile Nuna, fuggito dall’Irak, “promettiamo” a questo Paese, il Canada, e “annunciamo” tanti attentati, tante lacrime, tanto sangue, tanta morte “grazie” alla sua non saggia politica delle “porte e frontiere aperte”, contrariamente al preavviso di Papa Francesco: “Senza discernimento, senza prudenza, senza mantenere la nostra identità e cultura”!

Conclusione

Di Gesù, uomo, la lettera agli Ebrei scrive, con un bellissimo gioco di parole in greco: “Lui ha imparato (“émathen έμαθεν”) di ciò che ha sofferto (“épathen έπαθεν”). In Italia, si fa ancora il liceo classico, o basta solo l’americano commerciale, da fumetti a quattro soldi, o si è messi a insegnare l’arabo, con un’”Introduzione all”Islam”, per “multiculturalismo, apertura, tolleranza, accoglienza”, o piuttosto per accontentare gli sceicchi del petrolio?[16]

In arabo abbiamo un proverbio che dice: “ Chi conta i colpi (della flagellazione) non è come colui che li riceve” “اللي تحت العصي مش زيّ اللي بيعدّها”. La nostra compassione, o la nostra “simpatia” nel senso etimologico di sentire con Lei, alleviano poco la Sua sofferenza indicibile ed irrimediabile. Dalla Sua esperienza, molti e molte impareranno. La mia preghiera accompagnerà le Sue lacrime che si moltiplicheranno quando Lei sentirà la canzone commovente: “Mamma son tanto felice, perché ritorno da te… Viver lontano perché? Mamma, per Te la mia canzone vola, Mamma, sarai con me, non sarai più sola!”

Sacerdote  Antun Bahnan Ghafari Malki

[1] Vincent Serralda, “L’Islam: un universo di schiavi”

[2] Trilussa, « L’aresto der Commendatore »

[3] « Varcare la soglia della speranza », Giovanni Paolo II con Vittorio Messori, p. 104.

[4] Rabbino Ron Chaya

[5] Immagino l’allergia al Giudaismo presso Suo difunto figlio e una buona parte dei Musulmani. Non sanno che “quasi tutta la fede e la prassi islamiche provengono direttamente  dall’armadio rabbinico” (Nabil Fayyad, “L’Islam è usito dal grembo del Giudaismo” “الإشلام خرج من رحم اليهوديّة”).

[6] Se continuate così in Italia (niente figli, decine di migliaia di immigrati), la lingua italiana sarà sostituita da quella araba o suahili! Allora, “te saluto Meneghina” e Dante, Fioretti di San Francesco, il Manzoni… E la maggioranza dei maschi saranno “Abdullah, Abdurrahim, Abdul’aal, Abdulkaader, Abdulhakim, Abdulhalim”, Abd significando “schiavo dell’Altissimo, del Misericordioso, del Generoso…” E sempre schiavo è! E le femmine? Schiave degli schiavi.

[7] E’ la famosa « taqyyah  التّقيّة», autoprotezione per paura, praticata con maestria dal « grande imam di Al Azhar », Ahmad At- Tayyeb, coll’ingenuo Papa Francesco e nel Parlamento Tedesco : quante bugie  e mezze verità!

[8] Basti pensare al comportamento arrogante e svergognato di decine di uomini musulmani « profughi » o « immigrati » a Cologna per la San Silvestro, qualche anno fa ; pensare agli stupri, da loro perpetrati, soprattutto con ragazze minorenni (sempre alla caccia di « vergini ») in Scozia, Svezia, Germania… “Tanti paesi dell’Europa occidentale hanno sacrificato le proprie figlie e mogli sull’altare del Molok, sull’altare dei seguaci di Maometto, “un beduino immorale”, presunto fondatore di “una teologia assurda che è un cadavere putrefatto che avvelena la nostra vita” (Mustapha Kemal Atatürk, padre della Turchia moderna, tradito da certi suoi successori).

[9] Qui esito tra una traduzione onesta ma scabrosa,  e una « annacquata, dolcificata » , come quello del Pasquino “Entrate el vostro campo come desiderate”. In realtà, purtroppo, è :”annaaa sci’tum أنّى شئتم », « DOVE volete ». Certi esegeti, logicamente, ne deducono che è leggittimo sodomizzare la o le mogli. Così dice il testo coranico.

[10] « L’autentico (Sahih)   di Bukhari”, « libro della mestruazione », p. 7.

[11] « Ah sì ? », come direbbe ancora Totò ! E chi fa le guerre da più di quattro secoli: gli uomini o le donne? “Le mamme odiano la guerra” perchè sanno, mille volte più dei mariti, cosa significhi un Bambino! Ma, per Maometto, “la maggioranza degli abitanti dell’inferno sono femmine”, Bukhari 3241, Muslim 2737.

[12] Peggio ancora : un proverbio arabo palestinese rurale dice : « La moglie è come le scarpe : se invecchiano, cambiale !  “المرأة مثل المشّايَة، إذا عتقت، غيّرها” Ma quando lui invecchia, diventa impotente o senile… Niente da fare!

[13] La cosiddetta « ummah » islamica riproduce fedelmentela « ummah אומה » ebraica.

[14] Ma « dico io, dico io » (come Totò), noi non viviamo con l’Islam (che sarebbe fantastico, favoloso, meraviglioso) ma con tanti, troppi musulmani che, quasi dapperttutto, ci uccidono e si uccidono tra di loro. Un video dice di un’Italiana passata al maomettanesimo: “Ha incontrato l’Islam nell’università”! Nella mia ingenuità, non sapevo che l’Islam studiasse all’università! Ciò che il video non ha voluto dire : « Ha  incontrato un uomo musulmano ». Poi, la stessa ragazza dice: “Ero scollata, mi vestivo leggero. Adesso io porto il velo, il mio segno distintivo islamico”.  Avrà dimenticato o non avrà mai saputo che la modestia fa parte dei valori cristiani. Poi, il benedetto velo per le femmine non è un segno caratteristico dell’Islam, ma del Giudaismo, tanti secoli prima.

[15] Si tratta del principio coranico-rabbinico-teocratico del « dominio », la « wilayah ولاية », secondo il Corano 5 : 51 : « O voi che credete, non siate amici nè alleati nè soggetti » (arabo « awlya’  “أولياء) dei Giudei e dei Nazareni ».

[16] La Boldrini, presidente della Camera (« ardente ») dell’Italia aveva proposto ad ogni famiglia italiana di avere un Corano. Per una “donna”,  questo “mi pareva strano, e strano, strano, strano”,  come canta Alberto Sordi! “Mi dicono ‘La Boldrini!’

 Posted by at 10 h 04 min

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